di Fausto L. Lanzuisi - Per anni questo blog è stato la cronaca disordinata e caotica del mio quotidiano impegno tra banchi e interrogazioni, tra errori e intuizioni felici. Oggi sono in pensione. Così questo spazio cambia pelle: non è più il diario di chi prova a seminare sogni in cuori giovani, ma il laboratorio aperto di chi quei sogni continua a coltivarli — e a condividerli. Solo la libertà ritrovata di insognare senza orari, e l'invito a farlo insieme. Benvenuti nella nuova stagione
giovedì 25 novembre 2021
venerdì 29 ottobre 2021
Qual è la tua personale idea sul senso della vita (lavoro della 4° fase della 2°UA: "Il senso della vita")
Non c'è un'unica risposta alle grandi domande della vita. Non c'è un solo modo di pensare. Sta a ognuno scoprire, cercare, costruire il proprio... Tredici idee, dodici prese dal libro di “Il senso della vita” di Oscar Brenifier Jacques Després, Editore: I Libri di Isbn/Guidemoizzi.
Tredici idee che dovranno stimolare la ricerca della tua personale idea di “Senso della Vita”.
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| Copertina del libro "Il senso della vita" di O.Brenifier e J.Deprés |
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venerdì 1 ottobre 2021
Molte volte ho studiatola lapide che mi hanno scolpito:una barca con vele ammainate, in un porto.In realtà non è questa la mia destinazionema la mia vita.Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.E adesso so che bisogna alzare le velee prendere i venti del destino,dovunque spingano la barca.Dare un senso alla vita può condurre a folliama una vita senza senso è la torturadell'inquietudine e del vano desiderio —una barca che anela al mare eppure lo teme.
Commento:
domenica 4 aprile 2021
Desidero augurare a tutti voi e alle vostre famiglie buona Pasqua.
Pasqua di Resurrezione 2021
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| L'Incredulità di San Tommaso |
L’opera è realizzata da Caravaggio tra
il 1600 ed il 1601, (ora conservata a
Postdam nella Bildergalerie).
Caravaggio riporta sulla tela fedelmente
il passo che vede come protagonista San Tommaso. L’apostolo Tommaso dopo la
morte di Cristo afferma che crederà alla resurrezione solo quando potrà vedere
coi suoi occhi e toccare con mano le sue ferite. “Se non metto il dito nel
posto dei chiodi, e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò!”
(Vangelo di Giovanni, 20, 19-29). La scena narra l’episodio con profondissimo
pathos e drammaticità. Lo sfondo scuro tipico di Caravaggio e la luce
proveniente da sinistra (quella cioè che rivela la verità divina) mettono a risalto
i protagonisti dell’opera. Oltre a Gesù e Tommaso, in secondo piano altri due
discepoli assistono all’opera.
San Tommaso ficca il dito nel costato di
Gesù che quasi “spinge” la mano per fargli sentire ancora di più le sue ferite.
Questo gesto sottolinea la volontà di far trionfare la verità.
Gli altri due personaggi in realtà non
si sa bene chi siano, se discepoli o semplici passanti. Caravaggio non a caso
sceglie questi soggetti: l’universalità della potenza della fede coinvolge chiunque.
Chiunque deve fare esperienza dell’amore di Dio. L’opera assume quindi un
messaggio universale che va al di là delle epoche e delle persone. Questa
universalità viene sottolineata anche dalle diverse “mani” che si paragonano.
Quelle di Gesù sono affusolate e pulite, quelle di Tommaso tozze e sporche.
Nessuno è escluso da Dio, soprattutto quelli “sporchi”, cioè i peccatori. Lo
sguardo di Tommaso è più quello di uno scienziato intento a studiare che quello
di un discepolo. La sua resa espressiva è potentissima, è quella di uomo
incredulo e al tempo stesso stupito e timoroso. Quella degli altri due uomini
sembra invece urlare curiosità e interesse nel “verificare” la parola di Gesù. Le
posizione dei personaggi non è – ovviamente – scelta a caso. Gesù e Tommaso
sono disposti in un primo piano ipotetico lungo una diagonale che parte da
sinistra in basso e va verso destra in alto. La disposizione
delle teste dei protagonisti disegna una croce Gli sguardi degli spettatori
formano un triangolo. Questi espedienti tipici di Caravaggio
elevano il pathos della scena a livelli altissimi. Guardando l’opera sembra
quasi di sentire sulle nostre dita le ferite che sta toccando San Tommaso. La
concentrazione emotiva dello spettatore oltre che moltissimi virtuosismi
tecnici fanno anche questo lavoro di Caravaggio un’opera straordinaria.
venerdì 8 gennaio 2021
giovedì 24 dicembre 2020
Buon Natale
La Natività di Gesù di Giotto, affresco databile al 1303-1305 che si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova.
Giotto si ispirò, per la sua opera, ai Vangeli, al Protovangelo di Giacomo e alla Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze.
Molto interessanti nella scena sono segni gestuali e mimetici dei protagonisti.
· Maria osserva rapita il bambino e gli tende le braccia, amorevole. Il suo gesto ha un significato duplice: da una parte di accoglimento e protezione, ma dall'altra di offerta del proprio Figlio al mondo, rappresentato per analogia dalla levatrice, che con cura tocca il Neonato.
· Ai piedi del letto, trasognato, in disparte, seduto, sta Giuseppe, per simboleggiare la sua partecipazione passiva all'evento, non solo della Nascita ma soprattutto del concepimento, essendo solo il padre putativo di Gesù ma non quello vero.
· La presenza degli angeli, riconoscibili dall'elemento sia iconografico che simbolico delle ali, per significare la loro leggerezza, incorporeità, essendo spiriti, la loro libertà, velocità e il loro ruolo di messaggeri divini, è un implicito riferimento al fatto che il Bambino è speciale, è sovrannaturale, è divino. I loro gesti, che rappresentano la preghiera al Cielo e al Bimbo, sottolineano questo legame tra la materia, il corpo umano del Bimbo e la Spiritualità divina che Gli vengono direttamente dal Padre, Dio Creatore.
· Il quinto angelo è invece il tramite tra la Divinità e l'Umanità, simboleggiata dai pastori, ammirati e sbigottiti dinanzi a tale manifestazione luminosa e spirituale.
· La greppia in cui il Bambino sta per essere deposto è simbolo della povertà in cui ha deciso di calarsi, ma non intendendo con questo termine la miseria economica (Giuseppe era un artigiano, lavorava e manteneva agevolmente la famiglia), quanto piuttosto la misera condizione umana in cui si era inserito volontariamente per riammetterla, con il Suo sacrificio, alla gloria immortale da cui proveniva e che aveva perduto con il Peccato Originale.
Anche i colori sono adoperati non solo per l'appagamento della vista, ma per simboleggiare determinati concetti.
· L'azzurro lapislazzulo del manto di Maria, ormai quasi scomparso, simboleggia la Grazia divina, il mondo sovrannaturale che la Vergine ha deciso di accogliere nella sua vita, la sua calma e imperturbabilità, il rosso della sua veste il sangue di Gesù che sarà versato per l'umanità e il dolore che Lei dovrà sopportare.
· Il giallo di cui è vestito Giuseppe evoca che lì, in quella stalla, è appena avvenuto un cambiamento epocale, che trasformerà la Storia e il destino dell'Uomo, o almeno di coloro che lo accetteranno. Il giallo è in effetti il colore del cambiamento, della trasformazione, e questo elemento rende lo statico Giuseppe uno degli elementi più dinamici dell'opera.
Infine le aureole intorno al capo degli angeli, di Maria e di Giuseppe simboleggiano la loro santità, la loro condizione perfetta, superiore, quasi ormai completamente proiettata in una dimensione altra, sovrannaturale. Quella del Bambino è cruciforme, per evidenziarne la natura e il futuro, sia di mortale sacrificio cruento ma soprattutto di sfolgorante vita gloriosa ed eterna.
martedì 7 aprile 2020
PASQUA DI RESURREZIONE 2020
Pasqua è l’annuncio della risurrezione di
Gesù Cristo,
Giotto, Cappella
degli Scrovegni, Padova Due angeli seduti
sul sepolcro sulla montagna, cinque soldati dormienti, Maria Maddalena e Gesù
risorto con le stigmate e il vessillo che reca le parole: Victor
Mortis. Accanto il
giardino con pianticella di alloro. “La sinfonia della Risurrezione”, qui
magistralmente affrescata da Giotto, va letta partendo dal gruppo inerte e
silenzioso dei cinque soldati, addossati al freddo marmo del sepolcro. Si
accentua negli angeli, risplendenti di luce, sullo sfondo di un cielo blu come
la notte in contrapposizione alle figure candide nel quale si evidenziano. Il
trionfo della luce si fa palese nel bianco vessillo, nelle vesti splendenti,
abbellite più che mai dal dorato delle orlature. La sinfonia diventa solenne
nel volto aureolato dallo splendore delle foglioline d’oro, battute e
rilucenti, come nei libri liturgici di Bisanzio. Sul tappeto dei fiori sta in
ginocchio e con le braccia protese la Maddalena, come nella liturgia del mattino
di Pasqua. Le sue mani sembrano accarezzare il tappeto fiorito, fragrante di
fiori e di verde. Lo sguardo rapito nell’estasi ricorda la più alta mistica.
Colori, fulgore di luce, primavera dello spirito e dell’umile fede dei
credenti. Dov’è morte la tua vittoria? desidero augurare a tutti voi e alle
vostre famiglie buona Pasqua. Il prof di Religione |








