venerdì 29 ottobre 2021

Qual è la tua personale idea sul senso della vita (lavoro della 4° fase della 2°UA: "Il senso della vita")

Non c'è un'unica risposta alle grandi domande della vita. Non c'è un solo modo di pensare. Sta a ognuno scoprire, cercare, costruire il proprio... Tredici idee, dodici prese dal libro di Il senso della vita” di Oscar Brenifier   Jacques Després, Editore: I Libri di Isbn/Guidemoizzi.


Tredici idee che dovranno stimolare la ricerca della tua personale idea di “Senso della Vita”.


Copertina del libro "Il senso della vita" di O.Brenifier e J.Deprés



v  Alcuni pensano che la vita abbia più senso quando è piena, quando si possiedono un sacco di cose.
Altri credono che la vita abbia più senso quando non c'è niente che la ingombri.

v  Alcuni pensano che la vita abbia più senso quando si è molto occupati, quando si fanno numerose attività.
Altri ritengono che la vita abbia senso solo quando non si fa un bel niente, quando si contempla tranquillamente la vita che scorre.

v  Alcuni pensano che la vita sia accettare i dispiaceri e affrontare le difficoltà.
Altri credono che la vita sia rifuggire dai problemi e cercare sempre il divertimento. 

v  Alcuni pensano che la vita sia avere un lavoro per guadagnarsi da vivere e trovare un posto nella società.
Altri credono che sforzandosi troppo si sprechi la vita, che lavorando si perda tempo.

v  Alcuni pensano che lo scopo della vita sia essere felici e completamente soddisfatti.
Altri ritengono che il senso della vita risieda nelle buone azioni perché la felicità va meritata.

v  Alcuni pensano che il senso della vita sia giocare sempre prendendo tutto su ridere.
Altri credono che il senso della vita sia sapersi impegnare perché la vita è una cosa seria.

v  Alcuni credono che si viva per gli altri per amarli e accudirli.
Altri pensano che gli altri alla lunga ci infastidiscono perché è solo in noi stessi che si trova il senso della nostra vita.

v  Alcuni credono che la vita sia una cosa preziosa che si debba fare di tutto per preservarla.
Altri pensano che la vita conti meno dei grandi ideali come la verità o la libertà.

v  Alcuni pensano che si viva meglio se ci si dimentica della morte, se non si pensa alle cose tristi.
Altri credono che per cogliere il senso della vita bisogna mettersi in testa che è fragile e che non durerà per sempre.

v  Alcuni pensano che il senso della vita sia cercare di realizzare il proprio sogno per quanto folle sia.
Altri credono che il senso della vita sia accettare la realtà per quella che è e prendere ogni giorno così come viene.

v  Alcuni pensano che il senso della vita sia fare ciò che vogliamo e andare dove ci pare.
Altri credono che la vita sia obbedire a delle regole, essere responsabili.

v  Alcuni pensano che la vita sia noiosa che nulla cambi e che si facciano sempre le stesse cose.
Altri credono che la vita sia eccitante, che sia piena di sorprese e ci si possa immaginare di tutto.

v  Alcuni negano che nella vita ci sia qualcosa, Qualcuno al dì là di noi stessi.
Altri pensano che la vita sia credere e vivere secondo la volontà di Dio.


  … e tu?

        (prova a descrivere qual è la tua personale idea sul senso della vita)

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venerdì 1 ottobre 2021

Poesia George Gray di E.L.Masters - 1° fase della 2° Unità di Apprendimento del lavoro classi terze sul "senso della vita"


George Gray
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio —
una barca che anela al mare eppure lo teme.


Commento:

Solo adesso che è morto George Gray (il cui cognome, non a caso, significa “grigio”) si rende conto che la sua vita è sempre stata caratterizzata dalla vigliaccheria: egli si è ritratto dall’amore perché gli sembrava pieno di inganni; ha rifiutato di affrontare il dolore perché gli faceva paura; ha rinunciato all’ambizione perché era piena di imprevisti; ha scelto, insomma, una vita tranquilla, al punto da rinunciare a ogni passione.Eppure, malgrado tutto, aveva fame di un significato nella vita. Questa affermazione chiude la seconda parte della poesia (vv. 6-9). Nella terza parte (vv. 10-16), George Gray ha trovato la sua verità (E adesso so ecc.), benché sia ormai troppo tardi: avrebbe dovuto armarsi di coraggio (alzare le vele) e sfidare l’ignoto, andando incontro alle occasioni e alle opportunità che la sorte gli andava proponendo (prendere i venti del destino), dovunque potessero condurlo (dovunque spingano la barca), per cercare di dare un senso alla sua vita, anche a costo di rischiare di diventare pazzo (Dare un senso… può condurre a follia).
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-18831>

domenica 4 aprile 2021

Desidero augurare a tutti voi e alle vostre famiglie buona Pasqua.

Pasqua di Resurrezione 2021

 



L'Incredulità di San Tommaso


L’opera è realizzata da Caravaggio tra il 1600 ed il 1601, (ora conservata a Postdam nella Bildergalerie).

Caravaggio riporta sulla tela fedelmente il passo che vede come protagonista San Tommaso. L’apostolo Tommaso dopo la morte di Cristo afferma che crederà alla resurrezione solo quando potrà vedere coi suoi occhi e toccare con mano le sue ferite. “Se non metto il dito nel posto dei chiodi, e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò!” (Vangelo di Giovanni, 20, 19-29). La scena narra l’episodio con profondissimo pathos e drammaticità. Lo sfondo scuro tipico di Caravaggio e la luce proveniente da sinistra (quella cioè che rivela la verità divina) mettono a risalto i protagonisti dell’opera. Oltre a Gesù e Tommaso, in secondo piano altri due discepoli assistono all’opera.

San Tommaso ficca il dito nel costato di Gesù che quasi “spinge” la mano per fargli sentire ancora di più le sue ferite. Questo gesto sottolinea la volontà di far trionfare la verità.

Gli altri due personaggi in realtà non si sa bene chi siano, se discepoli o semplici passanti. Caravaggio non a caso sceglie questi soggetti: l’universalità della potenza della fede coinvolge chiunque. Chiunque deve fare esperienza dell’amore di Dio. L’opera assume quindi un messaggio universale che va al di là delle epoche e delle persone. Questa universalità viene sottolineata anche dalle diverse “mani” che si paragonano. Quelle di Gesù sono affusolate e pulite, quelle di Tommaso tozze e sporche. Nessuno è escluso da Dio, soprattutto quelli “sporchi”, cioè i peccatori. Lo sguardo di Tommaso è più quello di uno scienziato intento a studiare che quello di un discepolo. La sua resa espressiva è potentissima, è quella di uomo incredulo e al tempo stesso stupito e timoroso. Quella degli altri due uomini sembra invece urlare curiosità e interesse nel “verificare” la parola di Gesù. Le posizione dei personaggi non è – ovviamente – scelta a caso. Gesù e Tommaso sono disposti in un primo piano ipotetico lungo una diagonale che parte da sinistra in basso e va verso destra in alto. La disposizione delle teste dei protagonisti disegna una croce Gli sguardi degli spettatori formano un triangolo. Questi espedienti tipici di Caravaggio elevano il pathos della scena a livelli altissimi. Guardando l’opera sembra quasi di sentire sulle nostre dita le ferite che sta toccando San Tommaso. La concentrazione emotiva dello spettatore oltre che moltissimi virtuosismi tecnici fanno anche questo lavoro di Caravaggio un’opera straordinaria.

giovedì 24 dicembre 2020

Buon Natale

 

La Natività di Gesù di Giotto, affresco databile al 1303-1305 che si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

Giotto si ispirò, per la sua opera, ai Vangeli, al Protovangelo di Giacomo e alla Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze.

Molto interessanti nella scena sono segni gestuali e mimetici dei protagonisti.

·    Maria osserva rapita il bambino e gli tende le braccia, amorevole. Il suo gesto ha un significato duplice: da una parte di accoglimento e protezione, ma dall'altra di offerta del proprio Figlio al mondo, rappresentato per analogia dalla levatrice, che con cura tocca il Neonato.

·    Ai piedi del letto, trasognato, in disparte, seduto, sta Giuseppe, per simboleggiare la sua partecipazione passiva all'evento, non solo della Nascita ma soprattutto del concepimento, essendo solo il padre putativo di Gesù ma non quello vero.

·  La presenza degli angeli, riconoscibili dall'elemento sia iconografico che simbolico delle ali, per significare la loro leggerezza, incorporeità, essendo spiriti, la loro libertà, velocità e il loro ruolo di messaggeri divini, è un implicito riferimento al fatto che il Bambino è speciale, è sovrannaturale, è divino. I loro gesti, che rappresentano la preghiera al Cielo e al Bimbo, sottolineano questo legame tra la materia, il corpo umano del Bimbo e la Spiritualità divina che Gli vengono direttamente dal Padre, Dio Creatore.

·    Il quinto angelo è invece il tramite tra la Divinità e l'Umanità, simboleggiata dai pastori, ammirati e sbigottiti dinanzi a tale manifestazione luminosa e spirituale.

 ·  Anche gli animali presenti sono simbolici, oltre che iconografici: il bue e l'asinello rappresentano Ebrei e Gentili che assistettero alla venuta di Cristo senza comprenderla, come ottusi animali. Il piccolo gregge simboleggia la Chiesa novellal'umanità che verrà redenta dal suo Buon Pastore, seguendo le sue indicazioni e venendo da Lui guidata e protetta.

·         La greppia in cui il Bambino sta per essere deposto è simbolo della povertà in cui ha deciso di calarsi, ma non intendendo con questo termine la miseria economica (Giuseppe era un artigiano, lavorava e manteneva agevolmente la famiglia), quanto piuttosto la misera condizione umana in cui si era inserito volontariamente per riammetterla, con il Suo sacrificio, alla gloria immortale da cui proveniva e che aveva perduto con il Peccato Originale.

Anche i colori sono adoperati non solo per l'appagamento della vista, ma per simboleggiare determinati concetti.

·    L'azzurro lapislazzulo del manto di Maria, ormai quasi scomparso, simboleggia la Grazia divina, il mondo sovrannaturale che la Vergine ha deciso di accogliere nella sua vita, la sua calma e imperturbabilità, il rosso della sua veste il sangue di Gesù che sarà versato per l'umanità e il dolore che Lei dovrà sopportare.

·  Il giallo di cui è vestito Giuseppe evoca che lì, in quella stalla, è appena avvenuto un cambiamento epocale, che trasformerà la Storia e il destino dell'Uomo, o almeno di coloro che lo accetteranno. Il giallo è in effetti il colore del cambiamento, della trasformazione, e questo elemento rende lo statico Giuseppe uno degli elementi più dinamici dell'opera.

Infine le aureole intorno al capo degli angeli, di Maria e di Giuseppe simboleggiano la loro santità, la loro condizione perfetta, superiore, quasi ormai completamente proiettata in una dimensione altra, sovrannaturale. Quella del Bambino è cruciforme, per evidenziarne la natura e il futuro, sia di mortale sacrificio cruento ma soprattutto di sfolgorante vita gloriosa ed eterna.


martedì 7 aprile 2020

PASQUA DI RESURREZIONE 2020

Pasqua è l’annuncio della risurrezione di Gesù Cristo,

della vittoria sulla morte, della vita che non sarà distrutta.


Giotto, Cappella degli ScrovegniPadova


Due angeli seduti sul sepolcro sulla montagna, cinque soldati dormienti, Maria Maddalena e Gesù risorto con le stigmate e il vessillo che reca le parole: Victor Mortis. Accanto il giardino con pianticella di alloro. “La sinfonia della Risurrezione”, qui magistralmente affrescata da Giotto, va letta partendo dal gruppo inerte e silenzioso dei cinque soldati, addossati al freddo marmo del sepolcro. Si accentua negli angeli, risplendenti di luce, sullo sfondo di un cielo blu come la notte in contrapposizione alle figure candide nel quale si evidenziano. Il trionfo della luce si fa palese nel bianco vessillo, nelle vesti splendenti, abbellite più che mai dal dorato delle orlature. La sinfonia diventa solenne nel volto aureolato dallo splendore delle foglioline d’oro, battute e rilucenti, come nei libri liturgici di Bisanzio. Sul tappeto dei fiori sta in ginocchio e con le braccia protese la Maddalena, come nella liturgia del mattino di Pasqua. Le sue mani sembrano accarezzare il tappeto fiorito, fragrante di fiori e di verde. Lo sguardo rapito nell’estasi ricorda la più alta mistica. Colori, fulgore di luce, primavera dello spirito e dell’umile fede dei credenti. Dov’è morte la tua vittoria?


desidero augurare a tutti voi e alle vostre famiglie buona Pasqua.

 Il prof di Religione


venerdì 6 marzo 2020

Didattica a distanza: per continuare a lavorare insieme in questi giorni di chiusura


In questi giorni in cui i miei alunni sono obbligati a una “vacanza”, ho inviato a tutti un messaggio per far sentire la mia presenza e vicinanza sia come educatore sia come Scuola-Istituzione chiedendo loro, moderatamente e senza esagerare, di continuare il nostro percorso di lavoro:“Carissimi,  innanzitutto come state? Come vivete questa inaspettata “vacanza”? State attuando tutti i suggerimenti dati per contenere il contagio? Spero bene, tutti! Magari cercate in questo periodo di non “abbuffarvi” di social, di televisione e di video giochi. Proprio per evitare questa “indigestione” vi propongo di continuare a distanza il nostro rapporto scolastico. Infatti siete tutti abituati a lavorare con me connessi “online” (tranne qualche cavernicolo che usa ancora i segnali di fumo) e per questo possiamo continuare a dare un apporto (senza esagerare) ai progetti che stavamo realizzando insieme su G Suite. In questi giorni entrerò nella piattaforma per aiutarvi e consigliarvi nella realizzazione dei prodotti multimediali da fare. Nelle chat interna ai singoli lavori entrerò nello specifico dei progetti. Vi aspetto di incontrarvi online per lavorare insieme. Vi saluto con affetto tutti. Il prof  N.B.: lavatevi le mani”

martedì 24 dicembre 2019

BUON NATALE


Buon Natale!


Una croce composta dai giubbotti salvagente dei migranti morti nel Mediterraneo voluta da papa Francesco. "È l'ingiustizia che costringe molti migranti a lasciare le loro terre. È l'ingiustizia che li obbliga ad attraversare deserti e a subire abusi e torture nei campi di detenzione. È l'ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare". Queste le parole di papa Francesco, che prende in mano e mostra un salvagente di un migrante morto a luglio nel Mediterraneo, "un'altra morte causata dall'ingiustizia"