martedì 21 aprile 2026

Nell’anniversario della morte di Papa Francesco, il ricordo del suo impegno per la pace.


Un anno senza di lui. Ci manca la sua capacità di dire le cose scomode con un sorriso, di stare dalla parte degli ultimi senza fare discorsi, di chiamare il potere per nome senza paura.

In un mondo che sembrava essersi rassegnato alle guerre come a fenomeni atmosferici, lui continuava a chiamarle con il loro nome: sconfitte. Sconfitte dell'umanità intera.

Lo ha fatto davanti ai potenti, lo ha fatto stanco e malato, lo ha fatto quando nessuno voleva sentirlo. Gaza, l'Ucraina, il Mediterraneo — non c'era conflitto che non lo tenesse sveglio, non c'era vittima che non nominasse.

Ci manca quella voce ostinata. Quella capacità di disturbare i comodi e consolare gli afflitti, come diceva lui stesso che doveva fare la Chiesa.


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