Un
anno senza di lui. Ci manca la sua capacità di dire le cose scomode con un
sorriso, di stare dalla parte degli ultimi senza fare discorsi, di chiamare il
potere per nome senza paura.
In un mondo che sembrava essersi rassegnato alle guerre come a fenomeni atmosferici, lui continuava a chiamarle con il loro nome: sconfitte. Sconfitte dell'umanità intera.
Lo
ha fatto davanti ai potenti, lo ha fatto stanco e malato, lo ha fatto quando
nessuno voleva sentirlo. Gaza, l'Ucraina, il Mediterraneo — non c'era conflitto
che non lo tenesse sveglio, non c'era vittima che non nominasse.

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