Mi ritengo una
persona abbastanza tollerante, capace di mettermi nella prospettiva di chi la
pensa diversamente e di valutare le cose da punti di vista che non condivido.
Ma di fronte a certi atteggiamenti istituzionali palesemente retorici e
strumentali, mantenere quella tolleranza diventa davvero difficile.
Vengo al caso.
Nathan
Trevallion e Catherine Birmingham sono i genitori a cui a novembre 2025 è stata
tolta la potestà genitoriale sui tre figli, che sono stati trasferiti in una
comunità.
Il presidente
del Senato, seconda carica dello Stato, ha tutto il diritto — e direi anche il
dovere istituzionale — di incontrare chiunque si trovi in una situazione di
disagio. L'incontro con la cosiddetta "famiglia del bosco" è stato
confermato dallo stesso La Russa per il 25 marzo.
La domanda che
sorge spontanea — e ammetto che sia anche retorica — è: perché proprio adesso? Perché la seconda carica dello Stato
ha sentito l'urgenza di occuparsi di questa specifica vicenda, tralasciando le
migliaia di situazioni analoghe che si verificano ogni anno nel nostro Paese?
Secondo i dati del Ministero della Giustizia e dell'ISTAT, nel solo anno 2024 sono stati 46.107 i minori temporaneamente
allontanati dai propri genitori. Di
nessuno di loro si è interessato il presidente del Senato. Ed è qui che il
tempismo dell'iniziativa acquista un significato difficile da ignorare. Il 22 e
23 marzo 2026 gli italiani sono chiamati a esprimersi su una riforma
costituzionale che riguarda l'organizzazione della magistratura, con la separazione
delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la creazione di due Consigli
Superiori distinti e l'istituzione di una nuova Corte disciplinare autonoma.
Non è dunque
difficile leggere la coincidenza: una vicenda giudiziaria che ha suscitato
reazioni emotive intense nell'opinione pubblica, presentata mediaticamente in
modo da alimentare dubbi sull'operato della magistratura, viene cavalcata nelle
settimane immediatamente precedenti un referendum che mette sotto esame proprio
l'autonomia e l'organizzazione della magistratura stessa.
La Russa ha
risposto alle polemiche in un video, precisando che l'incontro avverrà il 25
marzo, ovvero dopo il voto referendario, e invitando i critici a "farsene
una ragione". La puntualizzazione sulla data è
significativa: lo stesso La Russa sente evidentemente il bisogno di
sottolineare che l'incontro non avverrà prima
del voto. Il che, paradossalmente,
conferma che il sospetto di strumentalizzazione elettorale è tutt'altro che
infondato.
Ciascuno tragga
le proprie conclusioni.